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Per avere la prima vera certezza storica documentata, dobbiamo aspettare il 628 A., quando Sciacca dopo la fondazione di Selinunte e a seguito della sua espansione diventa castello di confine dei territori Selinuntini.
E' forse questa la data cui risale la prima attendibile notizia storica della nostra città.
A questo punto Sciacca diventa a tutti gli effetti, una città Greca.
Infondo non esistono documentazioni reali su questo periodo ma le caratteristiche del territorio saccense fanno in modo di organizzare tutti i presupposti per ipotizzare la presenza dei Greci a Sciacca.
Presupposti dovuti alla presenza delle sorgenti delle acque termali, delle cave d’argilla, alla fertilità dei terreni e non per ultimo perché meno importante alla pescosità del mare antistante Sciacca.
In questo periodo della storia Sciacca era chiamata dai greci “Therma”, si trattava di un villaggio di rilevante importanza in via di sviluppo, ed inoltre i greci furono i primi ad utilizzare a scopo terapeutico sia le acque termali sia i vapori caldi delle stufe naturali del monte San Calogero.
La storia insegna che nessuna popolazione per quanto organizzata e potente, sia stata capace di resistere al tempo e alle battaglie.
La stessa cosa accadde ai Greci in sicilia e nello specifico nella nostra zona il declino iniziò quando Selinunte fu distrutta dai cartaginesi nel 409 A., ma i superstiti si rifugiarono parte a Sciacca e parte ad Akragas favorendo la crescita della popolazione locale.
Qui la popolazione greca resistette diversi anni e di questo n’abbiamo testimonianza, per i ritrovamenti avvenuti in varie contrade del territorio. Intere necropoli sono state rinvenute e portate alla luce da tombaroli con le ruspe a S. Bartolo, Grattauli, Locogrande.
Altri reperti del VI sec. sono stati raccolti nella grotta del Fico in occasione delle esplorazioni delle grotte vaporose di monte Cronio.
Come per selinunte anche i Greci a Sciacca si videro oppressi dai cartaginesi, testimonianze al riguardo non ve ne furono in un primo momento, ma scavi archeologici operati nell’ultimo trentennio presso la “Rocca Nadore” hanno accertato l'esistenza di un centro fortificato risalente al IV-III sec. a.C. situato sulla sommità e sulle pendici orientali del monte.
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