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Durante il periodo compreso tra il 1194 e il 1198 la Sicilia, fu governata dalla Normanna Costanza, figlia di Ruggero II. Il marito, l'imperatore Enrico VI di Svevia, dopo aver conquistato l'Isola, gli affidò infatti il governo.
Ed è di questo periodo, la notizia che la regnante aveva redatto delle linee di condotta relative al porto di Sciacca. Questa notizia dà conferma all'importanza sempre crescente del porto di Sciacca nella storia e nello specifico in questo periodo.
Questa crescente importanza e questo sempre più fervente interesse per il porto di Sciacca era dovuto alla sua posizione rispetto alla costa Africana, quindi con queste premesse Sciacca fu uno dei più ricchi e fiorenti empori commerciali della costa meridionale dell'Isola.
Morto Enrico VI, che regnò in Germania sette anni, il figlio Federico Il suo successore, con la proclamazione a imperatore di Germania favorita dal Papa, acquisì anche il governo della Scilia.
Anche Sciacca, durante il periodo regio di Federico II di Svevia, è sempre tenuta in considerazione, ma le uniche notizie storiche che ci pervengono sono legate al mondo della Chiesa e della Religione.
A questo proposito possiamo attribuire a Ferderico II di Svevia la fondazione della Chiesa di S. Cataldo, la Chiesa di S. Maria della Raccomandata nella contrada omonima, a due chilometri dalla città, o l'arrivo di famosi religiosi, come padre Angelo da Rieti, discepolo di S.Francesco, cui si attribuisce la fondazione del convento e della chiesa dedicata al Santo di Assisi ancora esistente in via Agatocle, e S. Antonio da Padova che a Sciacca si crede abbia sostato alcuni giorni ritornando per la seconda volta dall'Africa, o la fondazione di ospizi religiosi come quello dei Cavalieri Teutonici (così detto perché costituito da nobili tedeschi) la cui sede nel sec. XIV era presso la Chiesa di S. Gerlando.
Diversamente dalle notizie storiche di tipo culturale, non si hanno precise notizie in ambito politico, come per esempio non si sa se Sciacca fu coinvolta durante le rivolte dei musulmani, che avvennero in vari centri dell'Agrigentino, rivolte che furono domate da Federico II e videro il trasferimento di molti insorti a Lucera.
Intanto in questo periodo storico molte città del continente si reggevano a comune e molti centri dell'Isola cominciarono a manifestare la volontà di libertà comunale, Federico II, che in un primo momento aveva reagito con la repressione, ad un certo punto, premuto anche dalla situazione politica generale, dovette cedere all'opinione pubblica e prima (1232) costituì uno stabile magistrato municipale e poi (1240) concesse a tutte le città demaniali, la rappresentanza politica nei parlamenti.
Anche alla città di Sciacca trattandosi di città demaniale, fu concessa l'istituzione del suo magistrato comunale e la rappresentanza nei parlamenti. Durante il regno di Federico Il di Svevia, Sciacca nel vide, come altri importanti centri del Regno, l'istituzione di un fondaco governativo con funzioni doganali per il commercio con l'estero oltre ad essere utilizzato anche come albergo per i mercanti stranieri e da magazzino per l'obbligatorio deposito delle merci d’importazione o esportazione che erano soggette al pagamento del dazio doganale.
Tra il 1250 e 1254 il regno degli Svevi vide un grande declinio, infatti nel giro di quattro anni morirono sia Federico II che il figlio Corrado che gli succedette al trono di Germania.
A questo punto, nasce una forte disputa tra la famiglia Manfredi e Carlo D'Angiò.
Infatti i Manfredi rivendicavano il Regno di Sicilia, mentre Calo D'Angiò, voleva a tutti i costi divenire lui Re.
intanto, Carlo D'Angiò, per mezzo di sotterfugi, e inganni, venne in Italia sostenuto anche dalla Chiesa e dal Papa, ottenendo consensi anche da parte di alcuni comuni.
Intanto in data 11 agosto 1258, a Palermo Manfredi è incoronato Re del Regno di Sicilia, in conseguenza in Sicilia fiorisce l'attività commerciale e nel nostro specifico l'attività commerciale del porto di Sciacca, grazie anche alle migliorate relazioni diplomatiche con la repubblica di Genova.
Il tutto però non durò parecchio, infatti Manfredi fu ucciso a Benevento nel 1266.
Approfittando della morte di Manfredi, nel settembre del 1267 Corrado Capece, vicario durante il regno del re ucciso, con Federico di Castiglia e altri amici della Casa Sveva, salpato da Tunisi con circa 800 fanti spagnoli, tedeschi e saraceni, sbarca a Sciacca dove si proclama vicario generale di Corradino, nipote di Manfredi.
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