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Con l’uccisione di Manfredi, il regno di Sicilia passa agli Angioini.
Una volta al potere in sicilia scoppia la guerra del Vespro e anche Sciacca diviene teatro di stragi, infatti, anche qui i francesi sono perseguiti e uccisi Francesi.
Secondo notizie storiche il teatro della strage dei Francesi a Sciacca fu la chiesa di San Luigi (chiesa, eretta durante la dominazione Angioina dove ancor oggi si trova la Chiesa Madre), ancora presso il Convento del Carmine e nel piano di San Sebastiano.
Ancora secondo notizie storiche tramandate nel tempo, il popolo siciliano riusciva ad individuare i Francesi che si nascondevano confondendosi con la popolazione utilizzando un espediente molto, astuto, infatti, obbligavano i sospetti a pronunciare la parola dialettale "ciciri" (ceci) che i francesi secondo gli storici, pronunciavano "chichiri", a questo punto individuati, erano uccisi.
A questo punto i nobili siciliani, e di conseguenza i nobili Saccensi, avendo la meglio sui francesi, per evitare la perdita del potere acquisito chiedono aiuto al Re Pietro d'Aragona, marito di Costanza, figlia di Manfredi.
Conseguenza di questa richiesta d’aiuto, la guerra tra Angioini e Francesi durerà vent’anni.
Con la fine del dominio Angioino, anche Sciacca, come le altre città dell'Isola, divenne comune fino alla proclamazione di Pietro d'Aragona a Re di Sicilia.
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